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  • Franco Stefanini

Operano la gamba sbagliata



È difficile perfino immaginare come ci si possa sentire.

Apri gli occhi dopo un tempo di buio totale. A fatica riprendi contatto col corpo e subito non capisci dove sei. Poi gli occhi raccolgono un'immagine e tu ti ci aggrappi: pareti spoglie, letti, barelle. Ma sì, certo: l'intervento alla gamba. Sì, ora ricordi.

“Ha male?” La voce calma di un infermiere ti prende alle spalle.

No, non hai male. Non ancora, per lo meno. Sei troppo intorpidita. Così, d'istinto, cerchi di muoverti: un braccio, l'alluce sinistro, poi l'intera gamba. Il ginocchio pulsa al ritmo della tua pressione arteriosa. La pelle tira leggermente. Devono essere i punti di sutura – pensi. Ma subito riavvolgi il pensiero, che inconsciamente si è fatto stridente. Il ginocchio? Il sinistro? Ma no, non è possibile. Era il destro che dovevano operarmi. C'è un istante, prima di capire la tragedia, in cui forse ti viene perfino da ridere.

Nel triste diario della malasanità, i casi di intervento chirurgico all'arto sbagliato occupano, purtroppo, un posto rilevante.

Uno degli ultimi casi documentati arriva da Catania.

Una donna entra in ospedale per un'operazione al legamento crociato del ginocchio destro.

E invece le operano il ginocchio sinistro, prelevandole cinque centimetri di tendine.

Che cosa sia accaduto su quel tavolo, tra guanti e strumenti asettici, sta cercando di capirlo la magistratura. E come spesso accade in casi del genere, la verità scivola in uno stagno torbido, tra le versioni discordanti e lo scaricabarile.

Secondo il Pubblico Ministero, la donna ha subìto una lesione permanente, causata da grave imperizia dei medici. Ma i due chirurghi che hanno eseguito l'intervento mettono in piedi un'altra storia. Dicono che, in realtà, tutto è stato fatto per il bene della donna. Dicono che, dopo l'anestesia, si sono resi conto, al tatto, che anche il ginocchio sinistro era gravemente lesionato. E che andava operato con urgenza. Prima del destro.

Possibile? Davvero un chirurgo può prendere una decisione così drastica basandosi esclusivamente su un'esplorazione tattile? E se la lesione era davvero tanto grave da richiedere un intervento d'urgenza, come mai nessuno se n'è accorto prima? Non è compito nostro vestire la toga, ma di sicuro questa versione, benché avallata anche dalla direzione dell'ospedale, è una catena di punti oscuri. E molti, moltissimi aspetti dovranno essere chiariti.

Nell'attesa che il processo, appena iniziato, faccia il suo corso, possiamo solo mettere in parallelo questa vicenda con altre storie. Palermo 2012: anca sana operata invece di quella fratturata. Napoli 2015: anziano operato al femore sbagliato.

Quando si accorgono dell'errore, lo rioperano. Ma due interventi consecutivi pesano sul suo fisico come macigni. Muore poco dopo.

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