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  • Franco Stefanini

Aneurisma cerebrale. Per i medici, un banale mal di testa.



Aneurisma cerebrale. Per i medici, un banale mal di testa.

Aveva un aneurisma cerebrale, ma in ospedale le dissero: «è un po' di mal di testa. Si metta tranquilla».

Ci sono presagi che ci parlano da qualche oscura intercapedine della coscienza. E non ci lasciano vivere. Maria aveva un presagio, ma nessuno le ha creduto.

Taranto. 14 luglio 2015.Giornata afosa di una tra le estati più calde dell'ultimo secolo. Sole senza freni, come esiste solo al Sud. Pura luce a incandescenza.

Chi sa a che cosa pensa Maria, quarant'anni, un marito e tre figlie, mentre rassetta la cucina. Magari al mercato dietro casa e ai fagiolini occhipinti da comprare.

O forse alla figlia più grande, che si è presa un giorno di respiro e ora è in macchina, lungo la litoranea. E' tra quei pensieri che si insinua, improvviso, un lancinante dolore alla testa.

E con lui una memoria, altrettanto aguzza, taglia il respiro.

Maria ripensa a sua madre, morta per un aneurisma cerebrale.

Aneurisma: dilatazione di un vaso sanguigno dovuta alla debolezza della sua parete, in genere nei punti dove il vaso si ramifica.

Col tempo, per la pressione sanguigna, l'area colpita si gonfia. Come un palloncino.

Nei casi più gravi si rompe, producendo un'emorragia.

Quando questo avviene all'interno del cervello, in tre casi su cinque il paziente muore entro due settimane. Le donne sono più esposte degli uomini. E tra i fattori di rischio, ci sono i precedenti familiari, soprattutto nei parenti di primo grado (ad esempio, genitori o fratelli).

Maria viene portata in ospedale.

Oltre al dolore ha forte nausea e annebbiamento della vista. Chiede che le facciano una Tac, ma i medici la rimandano a casa.

Diagnosi: gastroenterite.

Passano tre giorni.

Stesso dolore. Stesso panico.

Maria va in un altro ospedale. «Per favore, fatemi una Tac. Mia madre è morta per un aneurisma cerebrale».

Niente.

Ci manca ancora che i pazienti si facciano le diagnosi da soli.

Che vuol sapere questa donna di esami strumentali?

La rimandano a casa, dicendole che ha una cefalea, in sostanza un banale mal di testa.

Passano altri giorni.

E' il 22 luglio. Maria ritorna in ospedale.

E questa volta non ha più voce per implorare «vi prego, infilatemi in quel maledetto tubo e fatemi una Tac».

Non ha più voce, perché è in coma.

La operano d'urgenza, ma l'emorragia conseguente alla rottura dell'aneurisma è a uno stadio troppo avanzato.

Maria muore poco dopo.

Febbraio 2017.

Due medici rinviati a giudizio con l'ipotesi di omicidio colposo.

Chi sa che voce aveva Maria.

Qualunque voce fosse, suo marito e le sue figlie potranno ritrovarla solo nella memoria.

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