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  • Franco Stefanini

Errori durante l'anestesia



Anestesia: torpore che ci salva dal dolore, formula chimica del sonno profondo.

Addormentare un paziente, o anche solo rendere insensibile una parte del suo corpo, è una pratica delicatissima, che tocca le funzioni vitali.

La minima distrazione o imperizia può avere conseguenze drammatiche e irreversibili.

C'è un rigido protocollo che dev'essere osservato alla stregua di un testo sacro. Eppure, gli errori legati all'anestesia sono piuttosto frequenti nella triste casistica degli eventi avversi in ospedale.

Solo in tempi relativamente recenti (i primi esperimenti con l'etere risalgono a metà '800) la medicina ha scoperto come praticare per via chimica la narcosi, cioè la totale perdita di coscienza, in una persona sottoposto a operazione chirurgica o altri interventi invasivi: è stata una straordinaria conquista di umanità che ha risparmiato ai pazienti dolori atroci, riducendo di molto le conseguenze traumatiche degli interventi, ma ha anche permesso alla chirurgia di progredire: infatti la miorisoluzione, cioè il rilassamento muscolare, consente di intervenire in modo molto più preciso ed efficace.

Oggi le tecniche e gli strumenti a disposizione sono quanto mai evoluti, ma l'anestesia rimane un processo incredibilmente delicato e per questo potenzialmente rischioso.

Tre sono le fasi che compongono il processo legato all'anestesia:

  1. preparazione;

  2. somministrazione dei farmaci anestetici e monitoraggio;

  3. risveglio / recupero delle funzioni vitali.

Sono anelli in una catena di cristallo: ogni passaggio nasconde errori da evitare e possibili complicanze da gestire.

Il caso più complesso è quello dell'anestesia generale: l'intero corpo del paziente è come paralizzato (muscoli respiratori compresi, tanto che la respirazione avviene mediante una macchina), mentre il cervello giace in uno stato di sonno profondo.

I farmaci usati per ottenere questo risultato sono “droghe” potentissime: la somministrazione di un farmaco sbagliato o di un dosaggio sbagliato può causare la morte.

Se poi non sono state fatte con accuratezza tutte le verifiche necessarie, anche il dosaggio corretto del farmaco rischia di scatenare reazioni allergiche.

Durante l'anestesia generale, possono verificarsi errori che portano all'ipossia cerebrale, cioè alla mancanza di ossigeno nel cervello.

La dolorosa casistica include anche lesioni ai nervi causate da uno sbagliato inserimento dell'ago.

Da non dimenticare, poi, che l'anestesista è responsabile della manovra di intubazione del paziente, pratica che richiede estrema perizia.

Il caso

Nel luglio 2013, in un ospedale lombardo, un ragazzo di vent'anni è morto in sala operatoria per un arresto cardiaco.

Il processo in tribunale è ancora in corso e spetterà ai giudici trarre le conclusioni. L'ipotesi del pubblico ministero è che il decesso sia stato causato da una lesione alla trachea, avvenuta proprio durante l'intubazione.

E alcune testimonianze riferiscono che l'anestesista, dopo aver praticato la manovra, si sarebbe temporaneamente assentato dalla sala operatoria: una leggerezza dalle conseguenze letali.

Fonti

Cremona Oggi: Caso Sapienza. Errore nella manovra d'intubazione o ci fu altra causa?

https://www.cremonaoggi.it/2015/10/19/sapienza-2/

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