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  • Franco Stefanini

Quei medici che non si vaccinano contro morbillo e influenza. Ignoranza o scelta?



“Medico, guarisci te stesso”.

Questo detto era diffuso in tutte le civiltà antiche.

Lo troviamo nel mondo greco, come in quello ebraico; è citato, tra l'altro, nel Vangelo di Luca. Ma se in quel caso è da intendersi in senso figurato (riferito a chi giudica gli errori degli altri, senza mai guardare ai propri), forse varrebbe la pena di recuperare anche il suo significato letterale.

Secondo il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, i picchi anomali di influenza e di morbillo registrati nel nostro Paese dall'inizio dell'anno a oggi si spiegherebbero col fatto che gli Italiani sono restii a vaccinarsi. E i primi a dare il cattivo esempio sarebbero proprio gli operatori sanitari, medici in testa.

Ecco, in estrema sintesi, dati e analisi proposti dal Ministero della Salute.

Nei primi due mesi e mezzo del 2017 i casi di morbillo hanno subito un incremento del 230%. Tanto per avere un'idea, in tutto l'anno scorso ci sono state 844 segnalazioni.

Da inizio gennaio a oggi abbiamo già superato i 700 casi.

Ma è sul versante dell'influenza che il quadro appare quanto mai fosco. Dall'inizio dell'inverno, sempre secondo il Ministero della Salute, ci sono stati, tra le persone anziane, 18mila decessi in più del previsto: si sospetta che la maggior parte di essi siano da ricondurre alle complicanze dell'influenza.

Diversi analisti e politici hanno parlato di situazione allarmante, che rischia di tradursi in un pericoloso balzo all'indietro per la sanità italiana.

Ma che cosa sta accadendo?

Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, intervistato da quotidianosanità.it, risponde che «gli italiani, come molti altri europei, si vaccinano sempre meno e questo, unito al fatto che i virus nel tempo si trasformano diventando sempre più aggressivi, ha creato la tempesta perfetta». Le polemiche e gli allarmismi, spesso inutili e privi di fondamento scientifico, hanno senz'altro giocato un ruolo rilevante nella vicenda. Però c'è anche un altro aspetto che val la pena sottolineare. Stime alla mano, i primi a predicare bene e razzolare male sono proprio i medici.

Per l'influenza, così come per altre patologie, appena il 20% dei medici sceglie di vaccinarsi. Possibile? Chi vive a contatto con i malati non dovrebbe essere il primo a mettersi al sicuro?

Difficile spiegare un simile comportamento.

I casi di medici “renitenti al vaccino” si possono classificare come semplice ignoranza? Paradossalmente sarebbe preferibile, perché in alternativa bisognerebbe ammettere che si tratti invece di scelta consapevole e deliberata, cosa che aprirebbe scenari inquietanti. Un fatto, comunque, è innegabile: da sempre l'esempio conta molto più della parola.

Come può un paziente sottoporsi con fiducia al vaccino contro l'influenza o il morbillo, se il medico che glielo propone si guarda bene dal fare lo stesso?

Fonti:

Quotidiano Sanità

Centinaia di casi di morbillo e almeno 18mila anziani morti per le complicanze dell'influenza. “Tutta colpa degli Italiani (medici compresi) che non si vaccinano”. Intervista a Walter Ricciardi

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=48892&fr=n

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