Il blog di

Franco Stefanini

 

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  • Franco Stefanini

Malasanità, interessi personali e ipocrisia: il muro di gomma



“Abbiamo già spiegato che il nostro medico non ha rilevato errori”.

“Ma come ha fatto, se manca la descrizione di quello che è accaduto?”.

“Non lo so. Mica sono un medico”.

“Allora lei fa solo la passacarte...”.

“No”.

“E allora mi spieghi, mi spieghi!”.

Cerco di mantenere la calma, ma ho le pulsazioni a 200, sono coperto di sudore e avrei voglia di mettermi a urlare. Sì, strapparmi le corde vocali per la rabbia che ho in corpo.

Sto parlando al telefono con la liquidatrice di una società assicurativa che fa da cuscinetto a un ospedale.

Io, fuori di me, vorrei mangiarmela viva.

Lei, voce piatta e burocratica, parla come un disco rotto.

Stiamo discutendo di un caso grave: un settantenne morto in ospedale, dopo la sostituzione di una valvola aortica, per infarto. Me ne sto occupando perché ci sono tanti, tantissimi punti oscuri.

Enzimi alle stelle, versamento pericardico non tamponante. L'anestesista segnala un mancato funzionamento dei cavi. Per un'ora mancano i rilievi. Poi, via con il cordarone, un farmaco antiaritmico. Lacune su lacune. Rapporto operatorio inesistente. Gli esami mancano o, peggio, qualcuno li ha fatti sparire?

Ho chiesto spiegazioni, ma per l'ospedale non c'è stato alcun errore.

Primo rifiuto.

Ho chiesto come fosse possibile giudicare un intervento senza il rapporto operatorio: mi aspettavo una spiegazione, una giustificazione.

Nulla da fare: secondo rifiuto.

Così ora sono al telefono con madame disco-rotto. Ed è come parlare con un muro. Non ragiona, non collabora.

“Abbiamo punti di vista diversi.”

“Punti di vista? E secondo lei è questione di punti di vista?”

Non sa nulla, non si è studiata la pratica. Non legge nemmeno le comunicazioni, non si preoccupa dei contenuti. Per lei esiste solo la forma. Mi trattengo dal coprirla di improperi solo perché sono una persona civile. Proseguire la comunicazione diventa impossibile.

E all'improvviso, come in una funesta epifania, tutto mi diventa chiaro. Madame disco-rotto non è che un ingranaggio. Lei è lì per sabotare ogni possibilità di soluzione. Forse ha ricevuto indicazioni precise. Forse è esattamente quello che le hanno chiesto di fare.

Viviamo in un'epoca di sciacalli e avvoltoi.

Gli interessi dei cittadini dovrebbero essere tutelati da gruppi di professionisti: medici, avvocati, giudici, impiegati.... Ma ogni gruppo ha i suoi interessi: è un clan che si autoprotegge. Così gli errori del singolo vengono coperti dai suoi simili, per interesse. E tutti sono complici di una personale e cattiva interpretazione delle leggi.

Colti, laureati, di bell'aspetto, ma profondamente e intimamente ipocriti. Di solito questi signori, spregiudicati e abituati a distorcere le leggi per trarne profitto, hanno intorno una “zona grigia” di subalterni, che potrebbero smascherarli ma se ne guardano bene, per paura o per interesse. Ora basta! Non ne posso più. Scriverò lettere, farò nomi e cognomi. Sarò il solito idealista, ma non smetterò di gridare finché vedrò calpestati i diritti dei cittadini.

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