Il blog di

Franco Stefanini

 

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  • Franco Stefanini

Scarsa igiene in corsia



Quando si parla di luoghi comuni...

Una paziente entra in ospedale per un prelievo di sangue. Si mette in coda. Aspetta il suo turno. La chiamano. Nella stanza, un'infermiera sta mettendo in ordine: traffica per qualche istante con scatole e scartoffie. Poi, d'improvviso, si volta. Prende il laccio emostatico, la siringa, le provette. Un istante prima che inserisca l'ago, la paziente fa un piccolo scatto.

“Scusi, ma i guanti monouso non li ha?”

E l'infermiera, piccata: “Li mettiamo a seconda di quello che dobbiamo fare”.

Pensando a una scena come questa, di istinto immagini di essere in uno sgangherato reparto di un disastrato ospedale, magari sperduto in qualche regione del Sud: uno di quelli che finiscono sui giornali un mese sì e l'altro anche. Solo che ti sbagli. Siamo nella nordica e civilissima Aosta.

L'episodio (in questo caso, per fortuna, senza conseguenze, ma comunque emblematico) ci dice che la scarsa attenzione all'igiene non è un fenomeno confinato a pochi nosocomi da maglia nera. Basta scorrere un po' di quotidiani per rendersi conto di quanto, invece, sia diffusa, da Nord a Sud.

Le cause? Superficialità, sciatteria, qualche volta ignoranza. I locali fatiscenti e gli strumenti obsoleti, poi, non fanno che peggiorare la situazione.

Per la cronaca, il polo sanitario valdostano non è nuovo a segnalazioni del genere. Già in passato, alcuni pazienti avevano notato medici e infermieri che uscivano dall'ospedale per fumarsi una sigaretta o godersi una boccata d'aria, senza togliersi il camicie né cambiarsi le scarpe. Fatti, lo ripeto, in sé marginali, ma comunque utili per ricostruire un quadro.

Purtroppo la triste lista delle “amenità” ospedaliere ci riserva mancanze ben peggiori. Pochi mesi fa la foto scattata in un nosocomio siracusano è divenuta virale sul web. Al posto della sacca sterile per il drenaggio del sangue, si vede un comune bidone. Proprio così, una tanica di quelle che si usano per l'acqua o per la benzina. La foto documenta solo questo dettaglio, ma la denuncia di chi l'ha scattata lamenta precarie condizioni igieniche in tutto il reparto. E come si fa a non prenderla sul serio?

Recente è anche il video, dai toni esasperati, che la figlia di una paziente ricoverata in un ospedale di Bari ha girato col telefonino e postato su Facebook. Si parla di bagni non lavati, coperte passate da un letto all'altro senza essere minimamente sterilizzate o, peggio ancora, di lenzuola non cambiate e usate per pazienti diversi.

Quanto al capitolo “animali” (blatte, vermi, topi) vi risparmio le scene da tunnel degli orrori, ma sappiate che in alcuni ospedali la presenza di questi sgraditi inquilini è tutt'altro che occasionale.

Se c'è però una cosa che può aiutarci tutti è la conoscenza.

Scarica Paziente preparato, paziente salvato.


Fonti

Blog Sicilia. “Malasanità, drenaggi fatti con comuni bidoni. Reparti ospedalieri allo sbando” http://siracusa.blogsicilia.it/malasanita-drenaggi-fatti-con-comuni-bidoni-reparti-ospedalieri-allo-sbando/359042/

Aosta Cronaca. “Malasanità, prevenzione e igiene facoltative al Parini” http://www.valledaostaglocal.it/leggi-notizia/argomenti/politica-4/articolo/malasanita-prevenzione-e-igiene-cose-al-parini.html

Corriere Nazionale. “Altro caso di degrado sanitario a Bari” http://www.corrierepl.it/2016/05/25/il-di-venere-degli-orrori/

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