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Morire nel dare la vita?



In Italia ogni anno 50 morti per parto: la metà si potrebbero evitare.

Si stima che in Italia, ogni anno, circa 50 donne muoiano per parto. Non vogliamo scatenare allarmismi: si tratta di 10 casi ogni 100.000 nascite, una percentuale in sé molto bassa. Vogliamo però richiamare l'attenzione su un aspetto: la metà di questi eventi tragici si potrebbero evitare.

Dare alla luce un figlio è un fatto naturale e meraviglioso, ma anche estremamente delicato. Serve una sorveglianza medica continua, che inizi nei primi mesi di gravidanza e prosegua fin dopo il parto. Spesso, infatti, le conseguenze di eventuali errori non si fanno sentire in ospedale, ma nei giorni successivi, quando le mamme vengono dimesse e ogni possibile rischio sembra scongiurato. A volte passano settimane, come si può scoprire spulciando tra gli articoli di cronaca. Ma perché, nonostante tutto, si continua a morire? Quali sono le cause e gli errori più frequenti?

Va detto, per onestà, che in generale i reparti ostetrici e ginecologici italiani godono di una buona considerazione, anche a livello europeo. Permangono, purtroppo, alcune zone d'ombra.

Stando a uno studio condotto dall'Istituto Superiore di Sanità, le cause più frequenti di morti materne entro i 42 giorni dall'esito della gravidanza sono le emorragie (cioè le abbondanti perdite di sangue) conseguenti al parto. Se non vengono individuate e arginate in tempo, possono avere conseguenze drammatiche. Al secondo posto di questa triste classifica ci sono i disturbi di ipertensione (cioè di pressione alta) legati alla gravidanza, al terzo posto le trombosi. In tutti questi casi servono interventi mirati e tempestivi: anche una minima trascuratezza da parte del personale medico può essere fatale.

A livello nazionale, permangono ancora squilibri tra le regioni, soprattutto in senso Nord-Sud. Tra il 2006 e il 2010, ad esempio, in Piemonte sono stati rilevati 4 casi di morti materne su 193.475 nascite, mentre in Campania, negli stessi anni, su 302.679 nascite le morti sono state 18 e in Sicilia, tra il 2008 e il 2012, si contano 15 morti su 240.581 nascite.

Ci sono poi alcuni fattori che espongono le future mamme (o neo-mamme) a maggiori rischi di eventi avversi. Oltre all'età, possono avere un peso la nazionalità, ma soprattutto il livello di istruzione della donna (come abbiamo osservato in molti altri casi, la comunicazione medica usa parole che non sono per nulla alla portata di tutti). Da notare, infine, che gli errori medici legati al parto non sono solo quelli terapeutici. Ci sono anche gli errori diagnostici: patologie non individuate (o sottovalutate) durante la gravidanza, analisi svolte con superficialità.

Fonti

“Mortalità materna in Italia: la sottostima rilevata dalla sorveglianza ISS Regioni” http://www.iss.it/binary/moma/cont/MortalitaMaternaItalia.pdf

Corriere della sera: “Perché si muore di parto? In Italia stimati 50 casi l'anno, la metà prevenibili”. http://27esimaora.corriere.it/articolo/perche-si-muore-di-partoin-italia-stimati-50-casi-lannometa-prevenibili/

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