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  • Franco Stefanini

Vaccini, leggiucole, ministrelli



Su questo blog non abbiamo mai parlato di vaccini ritenendo il tema fuori dalla nostra portata e dai nostri interessi, che poi sono solo quelli delle persone che scegliamo di assistere qui (tutta gente che ha subito un danno grave o gravissimo in seguito a una responsabilità medica). Se lo facciamo oggi è perché nel post di Claudio Bezzi, nome in codice "Bezzicante", apparso questa mattina su Hic Rhoudus "Il salto di Rodi", riteniamo di aver trovato un punto di contatto con il nostro pensiero.

L’argomento non è “vaccini sì, vaccini no”, quanto l’ipocrisia dietro alle leggiucole dei nostri ministrucoli (per assonanza, anche ‘ministrelli’).

Ecco la scelta del il Consiglio dei Ministri del 19 maggio scorso: “I bambini da 0 a 6 anni, per essere iscritti al nido e alla scuola materna, dovranno essere sottoposti ai 12 vaccini resi obbligatori, pena la mancata iscrizione. Dalle elementari e fino a 16 anni, invece, sono previste sanzioni (da 500 euro fino a 7.500) per i genitori dei bimbi non vaccinati, che però potranno frequentare normalmente le aule.” [Fonte]

Bezzicante scrive che questa decisione “è una mezza schifezza, destinata a non piacere a nessuno.” E secondo noi, c’ha preso.

“Fino al 1999 chi non era vaccinato non poteva iscriversi. Nel ‘99 prevalse una moda, un andamento politico e culturale, prevalente anche al ministero della pubblica istruzione, che legava la questione dei vaccini alla libertà di cura e riteneva che precludere l’iscrizione ai non vaccinati fosse discriminante e in contraddizione con il diritto allo studio. Ma non è così. E gli effetti di questa scelta li scontiamo oggi.” - ricorda la ministra Lorenzin che critica l’allora ministra dell’istruzione e ci mette una pezza. Piccola, però, visto che la legge è una leggiucola, né carne né pesce, tutti contenti ma nessuno per davvero (se l’obbligo è un mezzo obbligo, la legge spreca soldi e tempo).

Citiamo ancora Bezzicante.

“Come per svariati casi precedenti (Di Bella, Vannoni…) la politica afferma di conoscere ciò che dice la scienza, ma strizza l’occhiolino al populismo di nicchia, alle lobbette strillanti, ai mestatori di professione che si sanno rendere visibili; di fronte agli inoppugnabili dati sull’effetto dei vaccini, e sul rischio di lasciar decrescere il tasso dei vaccinati, un governo minimamente serio non dovrebbe avere dubbi e avanzare mezze misure.”

La politica cerca consensi belando al branco (ecco spiegata l'immagine in apertura) e per farlo gigioneggia un po’ qua e un po’ là mentre sostiene la scienza, che - lo ricordiamo - è esatta finché non viene smentita: “la Terra è piatta”, avete presente? “Volare è impossibile”, avete presente?

Quindi? Che fare?

Semplice: scegliere. Se la non-vaccinazione è un pericolo per la salute pubblica, i vaccini vanno imposti.

Se non lo è, sarebbe il caso di piantarla di spendere soldi per i vaccini.

#vacciniobbligatori