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  • Franco Stefanini

Morire a 12 anni per un tumore diagnosticato troppo tardi


Perdere improvvisamente una persona cara è un trauma che sconvolge la vita. Difficile darsi pace. Spesso si rimane come inchiodati ad angosciarsi con mille domande.

“Abbiamo fatto tutto il possibile?

E se fossimo stati più attenti?

E se ce ne fossimo accorti prima?”.

Quando poi a morire è un bambino di 12 anni (evento quanto mai lacerante, perché “contro natura”) tutto si amplifica.

Chi sa quante volte i genitori di Marco si saranno scambiati questa domanda martellante.

“Abbiamo fatto tutto il possibile?”.

Per quanto cerchino e si tormentino, non troveranno mai nulla di cui rimproverarsi.

Hanno fatto tutto ciò che era in loro potere. E la tragedia sta proprio in questo. In certe circostanze (ad esempio quando si entra in un ospedale) non si può far altro che affidarsi, mettersi letteralmente nelle mani di qualcuno. Il più delle volte la fiducia è ben riposta.

Purtroppo, nel caso di Marco, ha prevalso l'inadeguatezza. E' morto per un tumore non diagnosticato. Se i medici se ne fossero accorti in tempo, probabilmente oggi Marco sarebbe ancora vivo. E avrebbe 18 anni (mese più mese meno).

E' una storia particolarmente dolorosa quella a cui vogliamo dar voce oggi. Come sempre, non ci interessano i colpevoli da esporre alla pubblica gogna. Ci interessa soltanto lavorare perché tragedie simili non si ripetano.

Quando Marco ha due anni, gli viene diagnosticato un nefroblastoma, cioè un tumore a un rene. E' l'inizio dip un periodo molto duro, ma la famiglia stringe i denti e non si arrende. Il rene viene asportato, la chemioterapia (pur col suo impatto devastante) sortisce gli effetti sperati, tanto che, dopo cinque anni senza recidive, tutti iniziano a tirare un respiro di sollievo. Marco cresce: è un bambino sveglio e vispo. La sua grave insufficienza renale, però, deve essere costantemente tenuta sotto controllo. E siamo, pur sempre, all'interno di uno scenario a rischio. Per questo, le visite sono frequenti. Il caso è seguito da un ospedale pediatrico, a Palermo.

Nel 2011, Marco viene sottoposto a nove controlli in day hospital. E tutto sembra andar bene. Tutto nella norma. Ma è proprio alla fine di quell'anno che la tragica verità viene a galla. Durante una visita occasionale, in un'altra struttura sanitaria, un medico nota una preoccupante massa addominale. E' molto sviluppata: circa 10 centimetri. Nel giro di poco tempo si capisce che è una recidiva del tumore. Ma si capisce anche che ormai è troppo tardi per intervenire. Marco muore qualche mese dopo.

Per chiarire l'accaduto ci sono voluti anni di inchieste e battaglie. Recentemente i genitori sono riusciti a ottenere il riconoscimento dell'errore medico, quindi un risarcimento. Il che, sia chiaro, non sposta di un milligrammo l'entità della tragedia. E' solo un atto di giustizia.

Fonti

La Repubblica: “Muore a 12 anni per una diagnosi sbagliata” http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/06/05/news/muore_a_12_anni_per_una_diagnosi_sbagliata_il_civico_riconosce_l_errore_e_risarcisce_la_famiglia-116087298/

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