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Franco Stefanini

 

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  • Franco Stefanini

Evento avverso, errore medico, morte evitabile: facciamo chiarezza



Le persone prima dei numeri.

Le storie e non solo i casi clinici.

Le assurde definizioni dei burocrati, le inezie dello zero virgola, le frasi da manuale (spesso accessibili solo agli specialisti) proprio non fanno per noi. Non ci interessano.

Ci interessa, invece, la vita degli uomini e delle donne che quotidianamente ci contattano per chiedere giustizia.

Spesso sono persone ferite due volte. Hanno patito per la perdita di un parente o magari per una grave menomazione e, come se non bastasse, hanno sperimentato il senso di impotenza, la consapevolezza di essere state umiliate, prese in giro e di aver lottato, per mesi o per anni, contro i mulini a vento.

Queste persone sono la ragione del nostro impegno. Se quindi, ogni tanto, proviamo a dare qualche definizione (solo apparentemente astratta) non è per pignoleria o per puntiglio, ma è solo per provare a fare un po' di chiarezza in una materia scivolosa. Senza qualche strumento per muoversi, si rischia di essere inghiottiti.

Spesso sentiamo parlare di eventi avversi, errori, rischi, morti evitabili. Ma quali sono le differenze?

Evento avverso

In ambito medico, l'espressione “evento avverso” ha un significato piuttosto generico. Si riferisce a tutte quelle situazioni che hanno un esito imprevisto, negativo e dunque differente da quello desiderato. Non sempre l'evento avverso è riconducibile a una precisa responsabilità umana. Nessun aspetto del vivere è totalmente sotto il nostro controllo, tanto meno quello della salute. Esistono, a volte, fatalità che non si possono prevenire né evitare. Spesso, però, gli eventi avversi hanno la loro radice in un comportamento scorretto da parte del personale sanitario. Impreparazione, negligenza, superficialità, arroganza: tutti questi atteggiamenti hanno un peso determinante.

Errore medico

Possiamo immaginare il processo di cura come una lunga catena di eventi che, partendo dalla diagnosi (cioè l'individuazione del problema, spesso con l'aiuto di esami clinici), arriva fino agli aspetti terapeutici. Questi possono consistere nella somministrazione di farmaci oppure in un intervento di altra natura (ad esempio un'operazione chirurgica). Ogni anello della catena può nascondere passi falsi. Quando c'è un'evidente responsabilità del personale medico (che non compie un'azione necessaria, la compie in ritardo, oppure compie un'azione errata) si parla, appunto, di errore medico. Si stima che, ogni anno, in Italia, circa 320.000 persone siano vittime di errori medici. Sì, avete visto bene: trecentoventimila. E, secondo alcuni calcoli, all'incirca il 10% (tra i 30 e i 35 mila casi) avrebbe esiti mortali.

Morte evitabile

Anche il concetto di morte evitabile è piuttosto generico e si riferisce a tutti quei decessi che, attuando le necessarie precauzioni e misure, si sarebbero potuti prevenire. Non sempre la causa è un errore medico palese. A volte ci sono responsabilità multiple e più sottili (comunque, sempre e inequivocabilmente umane): il macchinario guasto, il reparto in cattive condizioni igieniche, le infinite ore di attesa, le cadute dai letti perché mancano le sbarre di protezione, la disorganizzazione del pronto soccorso, la cattiva comunicazione....

Fonti

“La responsabilità medica civile e penale dopo il decreto Balduzzi”, Maggioli Editore

La voce.info “Medici senza responsabilità”. http://www.lavoce.info/archives/24687/medici-senza-responsabilita/

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