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Franco Stefanini

 

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  • Franco Stefanini

Cose da sapere prima di partorire: il forcipe.



La parola forcipe deriva dal latino FÒRCIPEM, letteralmente: arnese per pigliare oggetti caldi.

Si tratta di una pinza a forma di doppio cucchiaio. Si usa per facilitare il parto.

Quando si usa?

Solo in caso di emergenza, se la dilatazione è completa e se la testa del bimbo compatibile con le dimensioni del bacino della mamma.

Fino a qualche anno fa, quando la testa del bambino era rivolta verso il fondo dell’utero – in assenza di altre complicazioni – si usava il forcipe. I medici sapevano usarlo. Lo facevano in modo quasi automatico. Ora si chiama l’anestesista e si procede con il bisturi (più cesarei, più rimborsi, più sicurezza per il medico e la sua equipe).

Il forcipe è legale? È pericoloso? Si usa ancora?

Sì, il forcipe è legale e no, di per sé non è pericoloso.

Lo diventa, però, come qualunque altro strumento, nelle mani sbagliate, ovvero impugnato da qualcuno con poca esperienza, conoscenza e preparazione pratica.

Quali sono i rischi di un uso improprio del forcipe?

Per la mamma c’è il pericolo di subire lesioni alle pareti vaginali, alla vescica e al collo dell’utero e incorrere nelle in infezioni potenzialmente fatali (come ogni infezione); un rischio da non sottovalutare riguarda la preparazione per l’utilizzo del forcipe, che richiede venga praticata un’episiotomia completa (ovvero un taglio chirurgico al 100%).

Per il bambino, le complicazioni vanno dalle possibili emorragie cerebrali, alle lesioni del nervo facciale (con conseguente paralisi del volto), alla compressione della scatola cranica, fino alla frattura dell’osso del collo che porta alla paralisi.

Cosa significa?

Che il pericolo di deficit neurologici esiste, è legato a doppio filo alla preparazione di chi ci assiste e va tenuto in considerazione, pensandoci bene.

Gli errori sono dietro l’angolo.

Chi interviene è umano e la sala parto non è un luogo mistico e sacro protetto dagli dei, ma un ambiente operatorio in cui possiamo incontrare professionisti straordinari, senza dimenticarci però della loro umanità, del fatto che possano essere stanchi o addirittura stremati, così come c’è il rischio di incorrere in personale impreparato o negligente.

Gli errori esistono. Alcuni sono evitabili. Altri meno.

Ma possiamo scegliere. Siamo nel terzo millennio. Abbiamo informazioni a portata di mano, strumenti per capire e decidere.

Possiamo prepararci. Decidere dove e da chi farci assistere.

Documentarci. Leggere. Rivolgerci a strutture che abbiano effettuato almeno mille parti nell’ultimo anno. Scegliere ospedali “a misura di mamma”, senza possibilmente entrare nel panico, ma evitando anche ogni genere e forma di paraocchi.

Come recita il vecchio adagio: “prevenire è meglio che curare”.

Cosa leggere per saperne un po’ di più sul proprio diritto alla salute.

Fonti

http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/parto-indotto.html

http://www.associazioneitalianaostetricia.it/

http://www.aogoi.it/

http://www.awog.it/

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