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  • Franco Stefanini

Operato al femore sbagliato



Sono passati quasi tre anni da quando il medico dell’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase si scusava con la famiglia per l'errore commesso.

L’operazione al femore sbagliato risale al 29 giugno 2015.

Il paziente era andato in ospedale per un'operazione al femore. Fuori dalla sala operatoria, nel vederlo, le due figlie, entrambe dottoresse, si erano messe a urlare che i medici avevano sbagliato gamba.

Il chirurgo era arrivato e si era subito scusato con la famiglia, riportando il paziente in sala operatoria.

Poco dopo erano comparse complicazioni: Stara era stato nuovamente ricoverato ma stavolta all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dove poi era deceduto.

Il Paziente di questa storia non era solo, non era un vecchietto abbandonato a se stesso, ma il disastro è successo comunque perché l'errore può capire anche a chi ha una famiglia vicina e figli che lo attendono fuori dalla sala operatoria, fra cui due medici, come nel caso di questa vicenda, che conoscono la terminologia, controllano l’esito dell’operazione e non ne vogliono proprio sapere di far finta di niente.

Cosa è successo dopo?

La tesi del collegamento tra errore medico e morte del paziente è stata sostenuta dai familiari dell’anziano che hanno denunciato il fatto alle autorità costituendosi parte civile nel processo.

Per i 12 medici imputati è stata poi richiesta l'archiviazione perché secondo i giudici non ci sarebbe stata correlazione tra il decesso e l’intervento sbagliato.

“Come fai a sbagliare gamba?” - verrebbe da chiedere al chirurgo - “Come ci riesci? Come può succedere?”. Eppure va detto che chi non è medico non può sapere cosa voglia dire aprire un arto e intervenire, lavorare in ospedale e scegliere, incontrare un paziente e decidere.

Ci si può spingere fino a conoscere i dettagli di un sistema fallace, tutto sbagliato, con turni impossibili, equipe farlocche, baroni inavvicinabili e procedure contorte, assurde, ridicole.

Possiamo anche considerare la differenza fra chi fa bene il proprio mestiere, portandolo avanti come si deve e chi invece andrebbe sbattuto fuori e tenuto lontano non solo dal bisturi, ma anche dal Lasonil o da un cerotto.

Per quanto ci si sforzi, però, non c'è una risposta.

Io so solo che l’errore medico è umano.

So che rimuoverlo del tutto è impossibile.

Ma so anche che in caso di dubbio, denunciarlo e farlo emergere perché non si ripeta è un dovere. Prima ancora di un diritto.

Fonti

  • Metropolis Web - aprile 2017

  • Stabia Channel - ottobre 2017

  • TGCOM24 – 30 Giugno 2015

  • IL MATTINO – 29 Giugno 2015

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