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Franco Stefanini

 

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  • Franco Stefanini

I pazienti non sono clienti



In Italia stiamo assistendo, in questi ultimi anni, a una drammatica involuzione del servizio sanitario nazionale, poco pubblicizzata dai media.

La salute, un tempo considerata un diritto, sta diventando ora un servizio che in futuro solo alcuni cittadini potranno permettersi.

Già ora le liste d'attesa per esami anche importanti e urgenti sono lunghissime, e solo pagando lautamente (e privatamente) si può accedere agli stessi servizi in tempi umani. Questa situazione sembra destinata ad aggravarsi.

Dalle dichiarazioni di Mario Monti del novembre del 2012, quando l'allora Presidente del Consiglio dichiarò che il SSN era "a rischio sostenibilità", al XVIII Rapporto Pit Salute del Tribunale per i diritti del malato, da cui risulta che i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie anche urgenti e i costi delle prestazioni stesse (ticket eccetera) stanno salendo vertiginosamente, si nota un trend preoccupante verso la privatizzazione del SSN.

La denominazione stessa di "paziente" è stata sostituita con "cliente", ma i pazienti non sono clienti, né possono essere considerati tali.

Ecco perché: - I pazienti sono OBBLIGATI a cercare il servizio, nessuno va in ospedale per divertirsi o perché non ha altro da fare. - Le cure non riguardano solo il singolo paziente ma la salute di tutto il corpo sociale. Una famiglia rimasta senza padre o madre pesa sull'intera società, così come un infettivo non curato può attaccare la malattia ad altri cittadini. - I pazienti non stanno comprando un servizio da cui possono esigere un esito positivo. Nonostante gli sforzi dei medici, a volte un problema semplicemente non può essere risolto.

Ma è proprio questo ultimo punto a interessarci.

Fino a dove si può invocare il limite della medicina, e dove invece è il medico ad avere sbagliato?

C'è una grossa differenza tra una cura che, per limiti naturali, non ha avuto effetto e una cura sbagliata, una diagnosi frettolosa o una leggerezza professionale dalle conseguenze tragiche. Lo sa bene chi si è trovato in questa drammatica situazione.

In molti casi è difficile capire se si ha a che fare con un errore medico o con una semplice fatalità, ma questo non deve fermarci.

Se c'è anche solo il dubbio che il medico abbia sbagliato è importante determinarne la fondatezza e, nel caso, prendere gli opportuni provvedimenti per evitare che l'errore si ripeta.

Coroca è un'associazione nata proprio per aiutare GRATUITAMENTE le vittime a far emergere gli errori medici e a identificarne le responsabilità, non solo per risarcire le vittime, ma per migliorare un servizio che appartiene a tutti.

FONTI http://www.regioni.it/sanita/2015/11/13/cittadinanzattiva-sanita-pubblica-accesso-privato-presentato-il-xviii-rapporto-pit-salute-13-11-2015-431266/ https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/10/quando-paziente-viene-considerato-solo-cliente/465858/ http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp lingua=italiano&menu=sa