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  • Franco Stefanini

Orrori medici: il caso di Zorro, il chirurgo che firmava i suoi interventi

Aggiornato il: 5 feb 2019



Lo scorso dicembre è stato processato in Inghilterra il chirurgo Simon Bramhall, di Birmingham, soprannominato “Zorro” dalla stampa per la sua grottesca abitudine di marchiare il fegato dei pazienti con le proprie iniziali.

Dato che le vittime non hanno riportato danni fisici, la vicenda apparirebbe grottesca e quasi divertente... se non fosse che la salute è qualcosa su cui, a nostro avviso, non bisognerebbe mai scherzare.

Il chirurgo, utilizzando uno strumento medico usato per cicatrizzare i vasi sanguigni, ha inciso le proprie iniziali sul fegato di almeno due pazienti, anche se non c'è modo di sapere quante altre volte abbia messo in atto questa strana forma di egolatria.

Gli è anche andata piuttosto bene, dato che il tribunale di Birmingham lo ha assolto dall'accusa di danneggiamento fisico.

L'atto in sé infatti non ha creato problemi funzionali ai pazienti, ma la corte ha comunque condannato il chirurgo a 12 mesi di servizi sociali e 10.000 sterline di multa.

Questa vicenda, all'apparenza ridicola, è in realtà preoccupante perché mostra un totale disprezzo per la dignità di un paziente indifeso e addormentato sul tavolo operatorio, oltre a un'incredibile leggerezza e arroganza da parte del medico, difetti che in sala operatoria possono portare a conseguenze ben più tragiche.

La cosa che più lascia esterrefatti sono le reazioni di solidarietà che “Zorro” ha incassato dopo aver ammesso le sue colpe: una ex-paziente, Barbara Moss, ha iniziato una raccolta fondi di solidarietà in nome del medico grafomane, mentre colleghi come il neurochirurgo Henry Marsh hanno speso parole indulgenti notando come, dopotutto, “è facile diventare un po' disinibiti quando si opera” e che “i chirurghi devono evitare ogni genere di empatia con il paziente”.

Già, fino al punto di scribacchiargli le proprie iniziali sugli organi interni, come farebbe un vandalo su un muro di periferia?

Se prendiamo per vere le parole di Marsh, dobbiamo supporre che gli errori medici dovuti ad arroganza ed eccessiva sicurezza di sé siano all'ordine del giorno.

Che sia così o meno, l'unica arma che abbiamo contro questi comportamenti è la denuncia alle autorità, senza compromessi e soprattutto senza timori.

La nostra struttura è pronta ad aiutarvi, senza che dobbiate anticipare un euro. Perché noi crediamo fermamente che chi è vittima di un abuso non dovrebbe, come prima cosa, spendere altro tempo e soldi: ha solo diritto di ottenere giustizia.

FONTI

#erroriinsalaoperatoria

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