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  • Franco Stefanini

Errori mortali: due ambulanze disponibili ma non si muovono

Aggiornato il: 5 feb 2019



Due ambulanze disponibili ma non si muovono, quarantaduenne muore

È la sera del 3 agosto scorso, alla stazione centrale di Napoli. Mario d'Aiello, un uomo di 42 anni affetto da talassemia, sta aspettando un amico. Al di là del suo disturbo cronico è in buona salute, i suoi pensieri sono lontani da quello che sta per succedergli. Improvvisamente si sente male e cade a terra, vomitando sangue. I presenti cercano di soccorrerlo, chiamano subito il 118 ma gli operatori etichettano il caso come “codice giallo” (di gravità moderata), e spiegano che non ci sono ambulanze disponibili.

Le condizioni dell'uomo tuttavia peggiorano a vista d'occhio, i presenti chiamano ripetutamente il 118 per sollecitare un intervento.

Tra loro anche poliziotti della Polfer e pompieri, che cercano di far capire ai centralinisti la gravità della situazione, ma gli operatori del call center e il medico che è con loro si impuntano: per loro è sempre codice giallo, non c'è fretta.

Dopo più di mezz'ora arriva un'ambulanza, che si scoprirà essere stata allertata solo 5 minuti prima, ma è troppo tardi: agonizzante, l'uomo muore durante il trasporto in ospedale.

Si dirà che, al di là dell'errata classificazione del caso come codice giallo, Mario è stato vittima soprattutto di sfortuna, dato che al momento non c'erano ambulanze disponibili. Niente affatto: da un'indagine interna al 118 è emerso che, nella mezz'ora in cui D'Aiello agonizzava sul pavimento della stazione, c'erano in zona ben due ambulanze libere. Giuseppe Galano, direttore della centrale operativa del 118, ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dei quattro operatori presenti alla centrale durante il fatto, e ha sospeso il medico che li affiancava.

Tutti e cinque rischiano il licenziamento, ma attualmente nulla di più. Ci si augura che i parenti dell'uomo impugnino quella che, a tutti gli effetti, è stata una condanna a morte da parte di chi avrebbe dovuto invece adoperarsi per salvargli la vita.

La nostra struttura naturalmente opera anche in casi come questo: sebbene per fortuna non sia la regola, gli errori medici possono verificarsi anche fuori dagli ospedali, prima ancora di arrivarci. L'unico modo per evitare che si ripetano è denunciarli, con o senza il nostro aiuto senza anticipi.

FONTI

Repubblica

Il fatto quotidiano

Ilblitz

#comechiedererisarcimentoaldottorechesbaglia

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