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Infezione in ospedale: troppi antibiotici o poca osservanza dei protocolli

Aggiornato il: 5 feb 2019



L’argomento di oggi sono le infezioni nosocomiali: un termine che ai più potrebbe non dire nulla. In altre parole: infezioni in ospedale, che secondo le statistiche tante, troppe persone hanno contratto nella loro vita.

Secondi i dati dell’ISS (Istituto superiore di sanità) le morti per infezioni nosocomiali (ovvero per infezioni contratte all’interno delle strutture ospedaliere) hanno raggiunto il drammatico numero di 7000 all’anno: più o meno il doppio delle morti per incidenti stradali.

Un dato allarmante, terribile, che ci fa riflettere su quelli che possono essere i problemi all’interno degli ospedali: mancanza di attenzione e protocolli che non vengono rispettati? Sì, ma non solo.

Le cause biologiche sono, naturalmente, i microrganismi batterici, in particolare lo Staphylococcus aureus, ma ci sono delle circostanze che contribuiscono al proliferare di questi batteri che riescono molto spesso a resistere alle terapie antibiotiche in uso in ospedale.

La ragione di questa resistenza?

Paradossalmente (ma neanche troppo, per chi mastica un po’ di medicina) è proprio l’utilizzo in eccesso di antibiotici nelle cure influenzali a rendere i batteri più forti e resistenti (la cosiddetta antibiotico-resistenza).

Le conseguenze delle infezioni ospedaliere possono essere le più drammatiche, specialmente per i pazienti più fragili e dunque più a rischio, come i neonati.


Eventi del generi, anche quando non compromettono la vita del paziente, hanno conseguenze pesanti anche da un punto di vista economico, con un aumento dei costi per le nuove cure e una dilazione dei tempi di ricovero, senza contare i risarcimenti medici.

Tra le possibili soluzioni al problema, Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (AMCII) suggerisce che “sarebbe sufficiente lavarsi le mani”. Una maggiore attenzione alle linee guida basilari, insomma, quelle che ogni infermiere e ogni medico dovrebbero conoscere (e rispettare) alla perfezione. Ma anche un utilizzo più ponderato degli antibiotici, che andrebbero evitati nei più comuni casi influenzali (salvo quelli dove si rendono necessari per delle complicazioni).

Un altro aspetto importante è quello dell’impiego delle nuove tecnologie all’interno delle strutture ospedaliere.

L’Italia è ancora indietro (e il numero maggiore di infezioni in ospedale rispetto a paesi come la Germania, la Francia e la Gran Bretagna sottolinea ancora una volta il problema). Questo, forse, per la solita sfiducia verso le nuove tecnologie e un tradizionalismo tipico italiano che, in campo medico – proprio laddove siamo spessi sotto la luce dei riflettori per le nostre imprese positive – dovrebbe essere abbandonato definitivamente.

L’Università di Nottingham ha messo a punto dei guanti antimicrobici dalle funzionalità apparentemente miracolose: nient’altro che alta tecnologia al servizio della sanità.

Le infezioni nosocomiali rappresentano alla perfezione il problema degli errori in ospedale, dove l’errore tecnico-pratico (inadempienza delle norme) si affianca all’errore medico o ideologico (abuso di antibiotici). L’unica soluzione è (ancora una volta) rispettare le regole.

E fare medicina, quella vera, in primis diagnostica, e non soltanto quella che passa per la prescrizione di un farmaco.

#malasanitàitaliana #mortibianche #infezionenosocomiale #patologieneonatali

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