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LEA: cosa sono i Livelli Essenziali di Assistenza e come funzionano

Updated: Feb 5, 2019



I pazienti non sanno come superare i Lea. Livello essenziale di assistenza.Chi vuole un livello superiore da chi viene guidato?

LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) sono «le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione». (Fonte: www.salute.gov.it)

Un recente allarme è stato lanciato da Davide Caparini (assessore al bilancio della Lombardia). Secondo l’assessore, i LEA hanno raggiunto livelli di inadeguatezza preoccupanti per un paese civile come (dovrebbe essere) l’Italia.

Parametri LEA alla mano (numeri che fanno riflettere) nel 2019 avremo un investimento in ambito sanitario solo del 6,4% del Pil (Prodotto interno lordo) italiano. Una percentuale molto bassa, tanto che la soglia minima è del 6,5% ed è stata valutata dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) come indispensabile per garantire la tutela della salute.

Sotto certi aspetti, negli ultimi due anni abbiamo visto innovazioni ideologiche molto positive parlando dei LEA, come ad esempio la garanzia anche in carcere di poter avere quei livelli essenziali di assistenza (in un contesto fra l’altro, quello carcerario, dove la percentuale di malati che non sanno di essere malati è maggiore) e l’accessibilità gratuita a una terapia psicologica, ora finalmente riconosciuta come un diritto, per curare patologie anche molto gravi (es. il disturbo bipolare).

La politica, però, specie nelle ultime elezioni, non sembra aver puntato molto sulla sanità.

Tranne qualche spunto interessante sulla digitalizzazione in ambito sanitario (dove in ogni caso si tratta di far “risalire” l’Italia in un settore in cui è terribilmente indietro) troppi sono stati i proclami populisti e poche le risposte, le proposte, i progetti e i sogni concretamente messi sul tavolo della politica..

Alternative ai LEA? Il privato.

Persino nella spinta di alcune recenti (e incoscienti) politiche regionali nel Lazio, che privavano gli inoccupati dell’esenzione sanitaria di tipo E02.

Una scelta, quella regionale, ritenuta poi incostituzionale perché discriminava gli inoccupati (quelli che non hanno mai potuto godere di un contratto regolare) rispetto ai disoccupati (che quel contratto l’hanno perso da pochi mesi).

Tra l’altro, sempre nel Lazio, è stata la stessa politica regionale a fare autocritica nel momento in cui si è accorta che, nonostante i tagli pragmatici dovuti alla precedente linea politica, era comunque presente un enorme deficit economico proprio in ambito sanitario.

Situazioni come queste, fra l’altro, portano a una concorrenza dove si gioca al ribasso (in termini di costo ma anche e soprattutto di dedizione, risorse e qualità delle prestazioni) fra il sistema sanitario pubblico (che dovrebbe garantire i LEA) e quello privato.

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