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Aborto: il Papa chiama sicari i medici che lo praticano

Updated: Feb 5, 2019


Aborto: in una lettera la risposta dell’OMCeO alla dichiarazione del Papa che definisce sicari i medici che lo praticano.


17 ottobre 2018: è con una lettera molto accorata che l’Ordine dei Medici di Torino ha voluto rispondere alle dichiarazioni di Papa Francesco sull’aborto.

Qualche giorno fa, durante una udienza ufficiale in Piazza S. Pietro, il Pontefice si è di nuovo fortemente schierato contro la pratica dell’aborto, dichiarando senza mezzi termini che farne uso è come uccidere qualcuno e che rivolgersi alle strutture sanitarie per abortire equivale a pagare un sicario perché ci tolga il “problema”.

Il Papa si è rivolto al suo pubblico parlando del comandamento “non uccidere” e ricordando il valore della vita, laddove questa fosse anche imperfetta: “un bambino malato è un dono”, forse ignorando che razza di sacrificio immane sia per una famiglia con uno status medio mantenere bambini e ragazzi gravemente ammalati, oltre chiaramente al prezzo emotivo da pagare, che coinvolge tutti i membri della famiglia.

Tra le altre dichiarazioni, Papa Francesco ha ricordato lo sterminio nazista per l’attuazione del controllo delle nascite e la purificazione della razza, orrore che, secondo la Chiesa, andrebbe contrastato con l’accoglienza della vita, anche e soprattutto quando questa per una famiglia risulti un problema.

L’eco di tali estreme dichiarazioni non poteva non rimbalzare nelle sedi dell’OMCeO da dove, come era prevedibile, giunge una lettera indirizzata direttamente a Sua Santità, contenente tutto il dissapore provato dai professionisti che si prendono cura della salute di chi sceglie di non portare avanti la gravidanza.

Nelle poche righe l’OMCeO rinnova nei confronti del Capo della Chiesa incondizionato rispetto, ma ci tiene a precisare quanto segue:

"Per la stima che le portiamo non possiamo tacere la sorpresa e dispiacere che abbiamo provato per il termine ‘sicari’ con cui ha definito i medici che applicano la legge 194/1978 dello Stato italiano", e non ha esitato a chiedere udienza al Papa per dibattere pacificamente sul problema etico dell’aborto, ancora da molti considerato un atto violento ma che, come amo ricordare e sottolineo, in uno stato laico come l’Italia, è un diritto dal 22 maggio del 1978, da quando, cioè, è stato depenalizzato e disciplinato.

Fonte: Quotidianosanità.it

#aborto