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  • Franco Stefanini

Cartella clinica: come richiederla e perché è importante

Aggiornato il: 5 feb 2019



Uno strumento che spesso si tende a dare per scontato è la cartella clinica.

La cartella clinica è un libro che racconta la vostra storia dal punto di vista medico e sanitario, poiché sulla cartella clinica viene registrato tutto ciò che riguarda terapie sostenute, operazioni di qualsiasi entità; sulla cartella troviamo riepilogate le patologie da cui siamo stati affetti, il loro insorgere e la loro evoluzione.

Sempre sulla cartella, possiamo leggere quali farmaci abbiamo assunto e in che dosaggi, nonché quali sintomi abbiamo descritto allo specialista di turno e cosa questi ha diagnosticato come risposta.

Ecco perché si tratta di un documento estremamente importante, che viene compilato dallo stesso personale sanitario che esegue operazioni e accertamenti.

E se è vero che, purtroppo, i dati possono venire registrati in modo impreciso, addirittura in un secondo momento (il che in alcuni casi può renderne complicato l’utilizzo quando si vuole dimostrare un potenziale episodio di malasanità), è altresì vero che la cartella clinica è a tutti gli effetti un atto pubblico, e come tale può essere presentato come prova in fase di denuncia o querela.

Una forma di tutela in più per il paziente, dunque, tanto più che in casi simili il sequestro della cartella viene disposto a prescindere dal fatto che quest’ultimo ne faccia specifica richiesta.

Perché abbiamo parlato di possibili lacune?

Perché purtroppo in Italia un medico, un infermiere o un tecnico non sono obbligati a segnalare l’errore di un collega.

Di conseguenza, la persona che andrà a compilare la cartella clinica potrà cercare di coprire un errore per evitare ripercussioni.

Le statistiche suggeriscono che un cittadino su dieci che entra in un ospedale risulta vittima di un errore medico, anche senza riportare danni e quindi senza accorgersene.

Le Procure, così come la polizia giudiziaria, hanno i mezzi per smascherare episodi del genere, anche attivando perizie di vario tipo volte a scoprire variazioni, per esempio, nel tipo di inchiostro utilizzato, nella pressione della mano che ha scritto un dato, nella semplice calligrafia: questo può dimostrare che quanto riportato all’interno della cartella non è stato registrato nello stesso momento come dovuto, o addirittura che un dato è stato modificato in un secondo momento.

Il medico non è obbligato a denunciare il collega, abbiamo detto, ma la manomissione di una cartella clinica è invece un reato (falso ideologico) perseguibile per legge, che può portare anche alla sospensione dello specialista colpevole.

Cerca sempre di controllare ciò che viene registrato nella tua cartella clinica. Se ritieni che ci siano stati gravi errori o mancanze nel tuo referto o in quello di un tuo caro, o che importanti informazioni siano state omesse, non esitare.

Scrivici subito.

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