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Franco Stefanini

 

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  • Franco Stefanini

Danni a causa di errori nelle diagnosi



Diagnosi: cos'è?

La definizione della parola diagnosi è semplice.

In generale una diagnosi è un giudizio su un fenomeno che segue l'analisi dei fatti.

In ambito medico, LA diagnosi è la risposta alla domanda "come sta il paziente?".

Se la definizione è semplice, dare una diagnosi non lo è affatto.

Perché questa risposta sia valida il medico deve saper valutare i sintomi e soprattutto riconoscerli. Ciò significa che ha bisogno di procedure e strumenti che lo aiutino a inquadrare il problema.


Purtroppo nella vasta gamma degli errori medici - buona parte dei quali dovuti a errore umano - ce ne sono alcuni subdoli, di cui si parla molto meno, anche se fanno gravi danni: sono gli errori diagnostici, cioè quelli che non riguardano il trattamento della patologia, ma il momento prima, quello che riconosce i sintomi e definisce la malattia.


Una diagnosi può essere sbagliata nei tempi, e nell'oggetto.

La malattia viene individuata, ma troppo tardi, per esempio, quando un sintomo non viene riconosciuto.


La patologia non si vede e non si riconosce quando i sintomi sono troppo leggeri per essere rilevati, a volte dallo stesso paziente. Pensiamo al caso di una miocardite che per quanto fatale può essere asintomatica, cioè priva di sintomi, o quasi;

La diagnosi può anche essere sbagliata quando i sintomi vengono male interpretati e quindi associati a qualcos'altro.


Quando la diagnosi è sbagliata, la cura che segue non può portare benefici e di conseguenza accade che il paziente stia peggio di prima.


Quanto spesso si verificano gli errori diagnostici?

Secondo una ricerca statunitense sono addirittura più frequenti e dannosi di quelli terapeutici.

Un gruppo di studiosi della Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland) ha passato al setaccio 350.706 casi di reclami schedati nella National Practicioner Bank, un'enorme banca dati che raccoglie gli eventi avversi legati alla sanità degli Stati Uniti d’America.


Il periodo considerato va dal 1986 al 2010. In questo arco di tempo, il 28,6% dei reclami è legato a errori nella diagnosi.


La ricerca mette in luce il peso delle conseguenze, che vanno dal mancato trattamento alla cura non tempestiva. Tutto questo può portare alla morte del paziente o a gravi e permanenti invalidità.


Secondo lo studio, i pazienti ambulatoriali hanno maggiori probabilità di incappare in errori diagnostici rispetto a quelli ospedalizzati (68,8% contro 21,2%).

Nei nosocomi, però, aumenta la possibilità di esiti fortemente negativi legati a diagnosi scorrette.


Va osservato che, per ammissione degli stessi studiosi, la ricerca ha rilevato solo le situazioni più gravi, proprio perché quelle dall'impatto meno eclatante tendono a sfuggire.


Non a caso, il gruppo di Baltimora conclude con una stima sconcertante: nelle visite mediche (ambulatoriali e ospedaliere) la frequenza media di errori diagnostici sarebbe intorno al 15%.


Per contrastare la perdita dei dati utili anche per quanto riguarda gli errori meno gravi, ma che fanno comunque media, e fare sì che gli errori diagnostici siano sempre meno, sarebbe importante istituire all’interno delle cliniche e degli ospedali  organi di controllo mirati all’ascolto del paziente attraverso interviste e questionari, più volte all’anno, e fare tesoro delle testimonianze dirette della gente.


Perché una buona sanità si può creare soltanto partendo dai bisogni dei pazienti e dalle loro impressioni circa i molteplici aspetti della cura, dalla privacy durante le visite mediche alle terapie assegnate, dalla pulizia degli ambienti ospedalieri e ambulatoriali alla disponibilità del personale medico a spiegare patologie e soluzioni, con pazienza e nel modo adeguato.


Non è impossibile, si può fare. E per farlo dobbiamo volerlo in tanti, ma soprattutto dobbiamo parlare delle nostre esperienze, belle e soprattutto brutte, che tenerle nel cassetto non aiuta nessuno.


Se hai paura di aver ricevuto una diagnosi sbagliata, o se sai che è successo a qualcuno a cui tieni, scrivici e raccontaci la tua storia.

Scopri come farti assistere senza anticipi.


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