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  • Franco Stefanini

Sbagliare è umano?

Errori medici fanno più vittime degli incidenti stradali


Secondo i dati forniti a un convegno nazionale sul tema organizzato dall'Associazione Italiana di Oncologia, gli errori dei medici nella sanità provocherebbero 90 morti al giorno. Il primato degli sbagli in traumatologia e ortopedia.

Sembra dunque assodato che le negligenze mediche in Italia siano in grado di provocare persino più vittime degli incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. In Italia le cifre degli errori commessi dai medici o causati dalla cattiva organizzazione dei servizi sanitari sono da bollettino di guerra: tra 14 mila (secondo l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri) e i 50 mila decessi all'anno, secondo Assinform. Questo significa circa 80-90 morti al giorno (il 50% dei quali evitabile), centinaia di migliaia sono le persone danneggiate.

A fornire queste cifre è L'Associazione italiana di Oncologia medica (Aiom), che in collaborazione con Dompé Biotec, ha organizzato un Convegno Nazionale proprio su questo tema all'Istituto dei Tumori di Milano.

''Il tema del rischio clinico - afferma il professor Emilio Bajetta, presidente nazionale dell'Aiom - si propone come un argomento di grande attualità, con un forte impatto socio-sanitario. Lo scopo è migliorare la prestazione sanitaria e garantire la sicurezza del paziente oncologico''.

Può sembrare assurdo, ma nella “classifica” delle specialità dove si commette il maggior numero di errori stilata dal Tribunale del Malato, l'oncologia è al secondo posto con il 13%, preceduta da ortopedia e traumatologia con il 16,5%; seguono ostetricia (10,8%) e chirurgia (10,6%). In cima alla graduatoria dei reparti più a rischio c'è invece la sala operatoria (32%), seguita da dipartimento degenze (28%), dipartimento urgenza (22%) e, in ultimo, gli ambulatori, dove il tipo di errore che incorre è quello diagnostico (18%).

Bajetta aggiunge anche che “Riguardo specificamente al settore oncologico, gli errori legati al farmaco e alla corretta esecuzione dei protocolli terapeutici sono fra gli errori più frequenti in oncologia. Dagli ultimi studi internazionali risulta però che, sempre in questo ambito, le controversie per errori medici sono in diminuzione. Questo chiaramente non deve sollevare in alcun modo il medico dai propri doveri e responsabilità: una maggiore chiarezza nel comunicare i limiti della medicina e gli eventuali errori non può che giovare al rapporto col paziente".

Ed è vero: il contenzioso in oncologia è in netto calo, con percentuali attualmente scese dal 13% al 10%. E il 90% dei medici o degli ospedali che vengono citati in giudizio, poi viene sistematicamente assolta. Aumentano esponenzialmente invece le cause intentate ai medici e i premi richiesti dalle assicurazioni agli ospedali (fino a due milioni di euro l'anno, per le strutture più grandi). Questo malgrado i progressi registrati in termini di sopravvivenza: più 7% negli ultimi dieci 10 anni.

I dati nazionali disponibili provengono da varie fonti (Anestesisti Ospedalieri, Assinform, Tribunale dei Diritti del Malato e altre): oppure sono proiezioni dalla letteratura internazionale (a partire dal rapporto Usa del 2000 "To err is human"); o ancora si riferiscono a studi e sperimentazioni condotti in grandi e piccoli centri di cura italiani.

Fonte: Repubblica/Cronaca

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